Invisum IV. Lume

Squillo dal lontano.

Gianna percorre il corridoio e si dirige verso il telefono.

Prende la cornetta.

– Pronto?

Le risponde il silenzio, poi un rantolo e finalmente una tosse secca e possente che violenta i suoi timpani.

– Buongiorno, sto parlando con la guaritrice? dice finalmente la voce in un unico fiato.

– Buongiorno. Sì, sono io. Chiama dall’ospedale?

– Sì. In ultima istanza, mi hanno dato il suo numero. (…) Dicono che può attenuare il dolore. (…) Non so se ci credo ma non ne posso più. (…) Tossisco da tre giorni, dice tra numerosi attacchi di tosse.

Questa telefonata, Gianna se l’aspettava da un pezzo. Riconosce uno dei sintomi del virus. L’avversario che si è abbattuto sul mondo, preoccupazione maggiore in tutte le coscienze.

Risponde alla voce.

– Ha altri sintomi?

– Soprattutto tosse. (…) Altrimenti sono stanchissimo e ho anche mal di testa. (…) Ma il più duro è questa tosse infernale, risponde l’uomo tra rantoli e tossaccia.

– Posso provare a fare qualche cosa, ribatte Gianna. Mi dia solo il suo nome e mi dica in che ospedale si trova …

E dopo avere notato le informazioni, riaggancia il telefono.

Silenzio.

Gianna scrolla le spalle e sospira a lungo.

Si gira poi verso lo specchio dell’entrata. I suoi capelli castani, il suo sguardo stanco.

All’improvviso passa fuoco nelle sue pupille.

Risoluta, Gianna vola verso la camera e accende un fiammifero. Porta la fiamma davanti ai suoi occhi e la fissa durante un istante.

Finalmente, accende un lume e si mette all’opera.

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