Invisum VIII. Nuvole vaganti

Nella luce d’autunno di questa terra,
Due anime colgono il momento,
Godendo l’illusione di una tregua.

Paola chiude gli occhi, colpita da un raggio di sole improvviso.

̶ Mamma? la sua voce risuona sulla terrazza.

Risponde il silenzio.

̶ Mamma? Hai bisogno di aiuto? chiede, la voce un po’ più forte, le orecchie che puntano verso la cucina.

Per tutta risposta, sente il sibilo di una corrente d’aria ed ecco sua madre che appare con una bottiglia di Merlot, due bicchieri e un pacco di grissini.

̶ Veramente, non c’era tanto da fare, risponde Gianna occupata ad aprire la bottiglia di vino rosso. Il tappo sbuca con un “pop” sonoro pieno di promesse. Gianna serve il vino, fa salute con sua figlia e beve il primo sorso.

Lo lascia passeggiare un momento in bocca prima di deglutire. Si gira poi verso le montagne, il lago, il cielo.

Paola la raggiunge ed osservano tutte e due le nuvole dorate dal sole. In questa tipica giornata di settembre, il tramonto specchia i colori degli alberi. Arancione, giallo e marrone pozze di luce nelle nuvole e nella valle.

Ridono, sognano sul senso del cielo
Il tempo si sofferma in questa vita,
Le menti si perdono nel firmamento.

̶ Tu che cosa vedi? chiede Paola.

A questo gioco giocano da quando lei è bambina. Il luoghi cambiano ma il cielo c’è sempre, sempre identico e diverso.

̶ Be’, là, sulla sinistra, sembra una specie di cane. Di profilo, là l’occhio, qua le orecchie e lì il muso, dice Gianna illustrando il disegno con l’indice della mano sinistra. Che ne dici?

̶ Io avevo piuttosto visto un lupo, zitto con le zampe e che guarda la luna …

̶ E come lo interpreti il tuo lupo? domanda Gianna con un tono serio di professoressa.

̶ Ho letto che il lupo è quello che ti fa vedere cammini nuovi, che ti spinge su vie sconosciute, che ti incita a conoscerti meglio. Se non è un segno … , conclude Paola maliziosa.

̶ Ma va! ride Gianna a voce alta (comincia a sentire gli effetti del vino. E cosa vedi lassù? rilancia allegra.

̶ Mmh … Lo sguardo di Paola si fa lontano. E come … Si direbbe un pugno aperto verso il cielo, con le dita chiuse a metà … Un movimento fermato in piena azione …. Una liberazione dopo una lunga ibernazione …

Vagabondate nel tutto e nel nulla!
Approfittate ora di questo tempo!
Che nell’ombra si trama una altra onda.

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